MARCO MASSAROTTI - Linea Project

MARCO MASSAROTTI - Linea Project

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UNTITLED #2
22 x 29 cm
Ballpoint pen, pencil and crayon on paper
2022
Linea Project series

Linea project nasce dall’idea di spazializzare il tempo. La ricerca si articola al momento in due attività: la prima è la creazione di disegni figurativi da realizzare con un’unica linea con vincoli di natura temporale di cui i 3 minutes sketch sono un esempio; la seconda è un’attività performativa in cui eseguo una linea che si sviluppa in un intervallo temporale più o meno lungo in cui il procedere del tratto diventa diario di ogni palpitazione, pensiero che sottopelle porta una vibrazione o che anche solo mette alla prova la resistenza fisica dell’arto e di tutti i muscoli. L’incontro cruento con il tempo che scorre viene registrato dalla linea e da un microfono a contatto poggiato sulla superficie della rappresentazione cosicché il tempo fluidamente si converte anche in linea sonora ossia melodia che, dal greco mèlos è “membro” di una parte musicale proprio come la linea della rappresentazione è parte concreta del sentire primario dell’esecutore.

Gli avvenimenti ripresi in tempo reale dalla linea diventano esperienza del passare del tempo e quindi traduzione del cambiamento. Il cam­biamento presuppone che lo scarto temporale comprenda più di una posizione nello spazio. Occorrono almeno due po­sizioni per stabilire una direzione (Lewin, 1957). La percezione deve quindi sempre essere coadiuvata dalla memoria, a essa inseparabile. Il tempo, per essere affer­rabile, deve tradursi nella simultaneità spaziale. In tal senso nella vita quotidiana si fa una distinzione psicologica tra la durata di ciò che è unico e la durata di ciò che è realizzato in serie come gli oggetti di consumo che durano il tempo della loro presenza fisica e necessità.

La linea vista come zona di frontiera del sentire come il nastro di Moebius dove il segmento di due superfici si trasforma in un piano infinito: divisive e allo stesso tempo inclusive. La retta geometrica e più in generale la linea vive di un infinto orizzontale in quanto se ne può sempre trovare un punto più a destra o più a sinistra di un qualsiasi punto segnato: un’infinità orizzontale come il movimento del sorriso e traduzione della felicità. Il segmento (che per definizione è apparentemente un paradosso: un insieme limitato di infiniti punti) vive di un’infinità verticale in quanto se ne può sempre trovare la metà della metà della metà… Unendo i punti medi ti tali segmenti ne deriva una spirale in caduta, un baratro, un imbuto emotivo (malinconia, tristezza, silenzio). Se però si cambia punto di vista e l’immagine viene ruotata di 90° ecco che il segmento che vive di una infinitezza verticale trova nuova pelle in una infinitezza orizzontale, dove la caduta diventa passeggiata, il baratro sguardo all’orizzonte, la mancanza di appigli nel precipitare diviene strada liscia e senza ostacoli.